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ESPOSIZIONI E NUOVI ALLESTIMENTI
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 NUOVI ALLESTIMENTI
 

 
 

 

Dal 1999 la collocazione delle opere presenti in Palazzo Ducale è stata ripensata. Le parti del Palazzo più "neutre" sono state scelte per i nuovi allestimenti che seguono il criterio di pertinenza cronologica. Così nelle zone medioevali sono esposte opere del Medioevo, nelle zone rinascimentali quelle del Rinascimento e così via.

 

PALAZZO DEL CAPITANO (APPARTAMENTO DI GUASTALLA)

 

Nell' appartamento di Guastalla sono esposte opere dell'epoca medioevale e del primo Rinascimento. Si segnalano:

Due Madonne con bambino, affreschi strappati dal presbiterio della chiesa di S. Francesco, XIV secolo in.; Embriachi (bottega degli), Trittico in osso, Madonna con Angeli e Sante, metà XV secolo; PierPaolo dalle Masegne, Sepolcro di Margherita Malatesta, dalla chiesa di S. Francesco (1400 - 01).

Inoltre sono esposte sculture medioevali dalle chiese di S. Marco, S. Francesco, S. Domenico.

Si possono osservare decorazioni fittili, provenienti da vari edifici religiosi e civili, epigrafi e ceramiche.

 

GALLERIA NUOVA

 

Nella Galleria Nuova sono esposte importanti Pale d'altare per chiese e conventi di Mantova, chiusi al culto all'epoca delle soppressioni napoleoniche. Si segnalano:

Girolamo Mazzola Bedoli, La conversione di Saulo; Teodoro Ghisi, Incontro di Anna e Gioacchino; Francesco Borgani, S. Francesco intercede presso la Madonna con Gesù bambino; Carlo Bononi, Miracolo di s. Chiara; Carlo Santner, Madonna annunciata e Angelo annunciante; Pietro Martire Neri, Cristo in gloria fra i ss. Francesco da Paola e Flavia; Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnolo, S. Francesco di Sales, e S. Giovanni Francesco Regis; Giuseppe Bazzani, Visione di S. Tommaso d'Aquino, La Vergine con il bambino appare ai ss. Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca, S. martire condotta in cielo dalla Carità e dalla Fede; Giuseppe Bottani, predica di S. Vincenzo Ferreri.

 

CORRIDOIO DI S. BARBARA

 

Nel corridoio di S. Barbara, di cui tra Cinque e Seicento è documentata la funzione di Galleria per quadri, sono esposte tele dei secoli XVI - XVII. Si segnalano tra le più importanti:

Innocenzo da Imola, Sposalizio mistico di s. Caterina; Orazio Sammachini, S. Giovannino in gloria; Teodoro Ghisi, Ascensione di Cristo; Giulio Campi (scuola di), Adorazione dei magi; Enrico Fallange, Ciclo di scene epiche; Pietro Martire Neri, S. Carlo Borromeo; Girolamo Mazzola Bedoli, Ciclo di s. Giovanni Evangelista.  

 

CASTELLO

 

In castello sono esposte opere del Rinascimento maturo (la sezione è ancora in allestimento). Si segnalano:

- nella "sala dei due soli":

 Luca Fancelli (ambito di), fregio marmoreo di camino dal Palazzo gonzaghesco di Revere;

- nella "sala delle sigle":

Ambito mantovano - veronese, S. Agostino e S. Ignazio di Antiochia.

 

GALLERIA DELLA MOSTRA

 

Nella Galleria della Mostra è esposta una notevole serie di 64 busti marmorei, già facenti parte del Museo Statuario e quasi tutti provenienti dalle raccolte antiquarie di Sabbioneta.

Si possono vedere ritratti di divinità (Afrodite), di letterati (Cicerone), di imperatori e di privati. Le opere esposte sono di epoca classica e moderna ( XVI sec.). Si segnalano i ritratti degli imperatori: Augusto, Tiberio, Claudio, Nerone, Traiano, Antonino Pio, Marco Aurelio, Commodo, Clodio, Settimio Severo, Caracalla.

 
     
   
   
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RIVISTE

 
   

NOTIZIARIO  
   
 
In occasione delle Settimane per la Cultura promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Brescia, Cremona e Mantova ha pubblicato un "Notiziario" formato tabloid in cui sono presentati dal 1987 al 2001 i restauri eseguiti nei territori di competenza. Inoltre negli ultimi due numeri sono allegati inserti monografici:
- La collezione del Museo statuario. Rilievi greci dall'età classica all'epoca romana (2000)
- Museo di Palazzo Ducale - Mantova: Le grandi pale d'altare nella Galleria Nuova (2001)
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CATALOGHI

 
   

LE COLLEZIONI DI PALAZZO DUCALE  
   
 

A partire dal 2000 è stata avviata la pubblicazione sistematica del catalogo scientifico degli oggetti d'arte conservati nel Museo. Questo progetto è stato il primo segno concreto della volontà della Soprintendenza di procedere alla realizzazione degli impegni contenuti nel protocollo d'intesa sottoscritto il 24 gennaio 2000 dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e dal Sindaco di Mantova, per la valorizzazione degli oggetti d'arte depositati nel Palazzo dal Comune a partire dal 1915.

La collana, intitolata Le Collezioni di Palazzo Ducale, è diretta da Giuliana Algeri, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici per le Province di Brescia, Cremona e Mantova e Direttore del Museo di Palazzo Ducale.

Volumi pubblicati:

- I marmi Antichi. Rilievi greci e neoattici, a cura di Federico Rausa, Tre Lune Edizioni, Mantova 2000, (in occasione dell'esposizione I rilievi greci. Dall'età classica all'epoca romana) .
- I dipinti della Galleria Nuova, a cura di Giovanni Rodella, Tre lune Edizioni, Mantova 2002,  (illustra le pale d'altare esposte nella Galleria Nuova).

 

 

GUIDE

 
 
 
- Stefano L'Occaso, Il Palazzo Ducale di Mantova, Electa editrice, Milano 2002 (edizione in italiano, francese, inglese, tedesco).
- Stefano L'Occaso, Il Palazzo Ducale di Mantova, Electa editrice, Milano 2004 (versione breve in italiano e inglese).
 
 
 

LIBRI

 
 

 

Il Palazzo Ducale di Mantova, a cura di Giuliana Algeri, Editoriale Sometti, Mantova 2003. A 34 anni dalla pubblicazione di Giovanni Paccagnini, dedicata al Palazzo Ducale di Mantova, un gruppo di studiosi, coordinato dalla Soprintendente Dott. Algeri, ha fatto il punto sugli studi dedicati al Palazzo e ne traccia una nuova e inedita immagine.

I testi sono di G. Algeri, R. Berzaghi, C. Bonora Previdi, P. Carpeggiani, A. Grimoldi, S. L'Occaso, M. Ragozzino, G. Rodella, R. Signorini, R. Soggia, C. Tellini Perina, C. Togliani.

 

 
 

VIDEO

 

 

Nel 2002 la Soprintendenza ha prodotto un video, Il Palazzo Ducale di Mantova, della durata di circa 20 minuti (testi di Stefano L'Occaso e Marta Ragozzino) che illustra la storia del Palazzo Ducale di Mantova, attraverso vedute aeree, riprese di esterni ed interni e con un particolare interesse verso la genesi architettonica del vasto complesso  (costo euro 12.00).

Il video è proiettato quotidianamente in una sala dell'ingresso del Museo per facilitare e rendere dunque agevole la visita del Palazzo.

 

 
 

DOCUMENTARIO

 
 

 

Nel 2003 RAI Educational ha girato un documentario intitolato: Degli Dei la Memoria e de gli Heroi. Il documentario illustra come il Palazzo Ducale di Mantova sia stato nei secoli la rappresentazione architettonica della potenza della famiglia Gonzaga.

Per farne rivivere l'ascesa, i fasti e la decadenza si è scelto di dare corpo e voce a tre personaggi chiave: Isabella d'Este, Guglielmo e Vincenzo Gonzaga; attraverso di loro, la storia della collezione d'arte e della costruzione del palazzo diventa anche la storia dei desideri, delle ambizioni e delle passioni degli uomini e delle donne che in quelle sale hanno vissuto.

Due narratori del presente  indicano un ulteriore percorso di carattere storico ed artistico che mostra il forte legame tra il Palazzo, oggi prestigiosa sede museale, e la città di Mantova.

 
 

UN'OPERA AL MESE

 

 

Nel Museo di Palazzo Ducale è stata creata un'iniziativa "UN' OPERA AL MESE"

  • per favorire il dialogo artistico

  • per abituare il visitatore ad una visita più cosciente

  • domandarsi come si conosce l’arte

  • per attenuare le “distrazioni” insite in un allestimento museale

  • per valorizzare alcune opere del Museo.

 

A cura degli             

Assistenti Tecnici Museali (presenti in Palazzo dal 1999) che si occupano del servizio di accoglienza e di informazione; curano inoltre i Percorsi aggiuntivi predisposti nel museo il Sabato e la Domenica.

 

L’opera 

L'Annunciazione di Carlo Santner (1618-20), proveniente dal monastero di S. Orsola di Mantova e conservata nella Loggia Nuova del Museo di Palazzo Ducale.

 

Periodo

23 luglio - 28 agosto 2005; di Sabato e di Domenica alle ore 10,11,12,15,16,17.

 

Prenotazioni

presso il Museo di Palazzo Ducale 0376 352100, per gruppi massimo di 25 persone.

 

Destinatari

i visitatori del Museo, ma soprattutto i Mantovani che così possono conoscere meglio il loro patrimonio artistico

 

 

L’evento è fruibile pagando il normale biglietto di ingresso al Museo.

 

 

 

 

VII SETTIMANA DELLA CULTURA (17 maggio - 10 ottobre 2005)

 L’Italia è arte, per tutti.

 

Mantova, Museo di Palazzo Ducale.

 

Mostra: Tre dipinti per la cappella di Guglielmo Gonzaga. Un recupero filologico.

 

 
 

 

Dal 17 maggio al 10 ottobre 2005, sarà possibile vedere riunite ad una tela, conservata nel Palazzo Ducale, altre due tele, attualmente depositate a Paderno Dugnano, ma provenienti dalla Pinacoteca di Brera di Milano. Il trittico, così ricostituito, era ospitato in una cappella voluta dal Duca Guglielmo. Le tre tele rappresentano l’Adorazione dei pastori, la Resurrezione di Cristo e l’Ascensione, e sono attribuite a Lorenzo Costa il Giovane e Teodoro Ghisi.

 L’esposizione monografica è stata voluta dal Soprintendente dott. Filippo Trevisani, ed è stata curata dal dott. Stefano L’Occaso, Storico dell’Arte della stessa Soprintendenza di Mantova.  

Durante l’evento, che riunisce a Palazzo il trittico a tema cristologico, gli Assistenti Tecnici Museali, a richiesta e compatibilmente con le esigenze di servizio, illustreranno le tre tele con particolare riguardo ai seguenti elementi:

dati esterni: autore, titolo, ubicazione, misure, tecnica, datazione, committenza, luogo di origine, storia del quadro, restauri;

dati interni: soggetto, luoghi evangelici, fonte scritta, dal testo scritto al testo iconico, iconografia, dialogo con l’osservatore, itinerario percettivo, il laboratorio dell’autore.

Le schede tecniche per l’aggiornamento degli Assistenti Tecnici Museali sono del prof. Franco Negri, attualmente in posizione di comando presso la Soprintendenza.

 

 

 

OSANNA ANDREASI DA MANTOVA 1449 · 1505

L'IMMAGINE DI UNA MISTICA DEL RINASCIMENTO

 

Appartamento di Isabella D'este in Santa Croce - Palazzo Ducale

Mantova piazza Sordello

 

Dal 3 settembre al 6 novembre 2005

 

 Mostra a cura di Renata Casarin

 

Inagurazione: sabato 3 settembre 2005 - ore 17:00

 

Orari di apertura: da martedì a domenica 10:00 - 13:00, 15:00 - 19:00  lunedì chiuso

 

Prenotazioni per visite guidate: +39 0376 322297

 

Ingresso gratuito a sinistra dell'ingresso principale del Museo.

 

Catalogo: € 30,00

 

Informazioni:  +39 0376 352112, +39 0376 322297

 

Visite guidate alla mostra: 28/09/05 ore 17:00 - 09/10/05 ore 16:00

 

Patrocinio

 

Ministero per i beni e le attività culturali; Regione Lombardia; Archivio di Stato di Mantova; Provincia di Mantova; Comune di Mantova; Comune di Carbonara Po; Diocesi di Mantova.

 

 
 

 

In concomitanza con le celebrazioni del V Centenario della morte della Beata Osanna Andreasi (1449-1505) l’Associazione per i Monumenti domenicani, la Fraternita Domenicana, la Provincia Domenicana di San Domenico in Italia con la Soprintendenza  per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Mantova promuovono l’esposizione di trentacinque opere raffiguranti la beata Osanna Andreasi e le soreelle domenicane che prima e dopo di lei hanno fatto della loro esistenza una pratica della santità. Si tratta di dipinti e sculture provenienti da istituzioni pubbliche,  enti morali ed  ecclesiastici di Mantova e provincia, da collezioni private e da Musei italiani ed europei che documentano, a partire dall’immagine più antica di Francesco Bonsignori, una fertile tradizione iconografica che congiuntamente al culto e alla devozione della Beata si tramanda sino alle soglie del secolo XX.

 

 

Con la riapertura della sua casa mantovana e le numerose iniziative a carattere devozionale, teologico, artistico e letterario promosse dall’Associazione dei monumenti domenicani che custodisce la dimora si è assistito ad una generale ripresa dell’interesse per questa figura di mistica che ha svolto un ruolo essenziale di collegamento fra potere politico e religioso nell’età di Ludovico Gonzaga, Federico I e in particolare di Francesco II Gonzaga consorte di Isabella d’Este.

 Osanna Andreasi prende i voti in tarda età, ma veste sin da giovane gli abiti di terziaria domenicana. La sua iconografia mostra evidenti prestiti dagli attributi della patrona d’Italia, santa Caterina da Siena, quali il crocifisso, il cuore infiammato, la corona di spine, il bianco giglio a palesare una identità che sul piano teologico si mostra nell’esistenza condotta nel connubio di vita attiva e vita contemplativa, modellata sull’esempio dell’imitazione di Cristo.

 

 

Nella ricorrenza dei cinquecento anni della morte di Osanna Andreasi si intende con la mostra di opere che la ritraggono, ora nella icasticità dei suoi attribuiti, ora nella dimensione colloquiale e mistica con il divino, mettere a fuoco la storia tra leggenda agiografica e biografia di questa figura di dotta senza istruzione, di confidente dei potenti di casa Gonzaga, operando da un lato una lettura della fortuna del culto di Osanna tradotto per immagini, dall’altro una lettura del suo ruolo storico anche con l’esposizione di lettere autografe di Osanna conservate all’Archivio di Stato di Mantova.

 

 
 

 

RUBENS, ELEONORA DE' MEDICI GONZAGA

E L'ORATORIO SOPRA SANTA CROCE:

PITTURA DEVOTA A CORTE

 

Mantova, Palazzo Ducale, Sala degli Arcieri

Dal 9 settembre all’11 dicembre 2005

 

 

Orari di apertura: da martedì a domenica  08:45 - 19:15 lunedì chiuso

 

Prenotazioni: +39 041 2411897

 

Biglietti: intero: 9,50 € - ridotto: 6,25 € (comprensivo del normale percorso di visita)

 

Informazioni: +39 0376 352100 (capiservizio del Museo di Palazzo Ducale)

 

 

 

 

 

Il Palazzo Ducale di Mantova dedica dal 9 settembre all’11 dicembre 2005 un’interessante mostra dossier incentrata sul mecenatismo di Eleonora de’ Medici, duchessa di Mantova, e la pittura religiosa nel palazzo dei Gonzaga, che interessa da vicino la produzione giovanile di Rubens in Italia.

Delle nove opere in mostra, è esposta per la prima volta l’importante e inedita pala d’altare di Pieter Paul Rubens rappresentante la Deposizione dalla croce (1602-1603), commissionata da Eleonora de’ Medici, moglie del duca Vincenzo I Gonzaga, per la “sua” cappella superiore di Santa Croce, riccamente decorata nel primo Seicento. La scena si ambienta in una cupa atmosfera notturna: un’argentea luce lunare scivola sul lenzuolo che cinge il corpo di Cristo e sulle sue stessa membra livide e disarticolate, climax drammatico della composizione.

 

 

La provenienza originaria della pala dall’oratorio superiore di Santa Croce è documentata in un inventario del 1619, esposto in mostra, relativo alla chiesa di Santa Maria Assunta di Susano, per la quale il veronese Francesco Marcoleoni dipinse, tra il 1611 e il 1614, una copia anch’essa presente in mostra e posta a confronto col dipinto di Rubens.

Per agevolare lo studio di quest’opera, le sono affiancate altre composizioni giovanili certe, come la Deposizione nel sepolcro (1603 circa) della Galleria Borghese di Roma, il Martirio di sant’Orsola (1604-1605) e la Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità (1605), del Museo di Palazzo Ducale di Mantova.

Importante per la comprensione della produzione giovanile di Rubens è la pittura del suo maestro Otto van Veen, di cui sono esposte per l’occasione due opere, della Pinacoteca Nazionale di Siena.

Con ogni probabilità proviene dalla cappella di Eleonora de’ Medici anche il Salvator Mundi di Scipione Pulzone, raffinato oggetto di devozione della duchessa, così come il Crocifisso fuso in bronzo da Pietro Tacca e conservato ora nel Museo Diocesano di Mantova. Eleonora fu colta e raffinata committente di arte sacra, ma anche mecenate di poeti e letterati come Ercole Udine, Lucrezia Marinelli e Gian Battista Marino; l’importante ruolo che svolse nella vita di corte è rievocato dal suo raffinato ritratto, proveniente dalla Galleria Palatina di Firenze e dipinto da Frans Pourbus.

L’evento espositivo includerà inoltre una visita, anch’essa inedita, nei superstiti ambienti della tardo-gotica chiesa palatina di Santa Croce: fu privilegiato luogo di devozione e di decoro artistico da parte della famiglia Gonzaga per quasi tre secoli ma venne radicalmente trasformato nel tardo Settecento. Un recente restauro rende maggiormente apprezzabili le tenui tracce di decorazioni fittile e lapidea che arricchivano questo prezioso scrigno d’opere d’arte, la cui struttura architettonica si ispirò forse alla celebre Sainte-Chapelle di Parigi.

 

Opere esposte:

 

S. Pulzone, Cristo Pantocratore come Salvator mundi (1589), Duomo Mantova;

F. Pourbus il Giovane, Ritratto di Eleonora de' Medici, (1602 ca.), Galleria Palatina, Firenze;
P.P. Rubens, La deposizione dalla croce (1602-03),  collezione privata;
P.P. Rubens, La deposizione nel sepolcro (1603 ca.), Galleria Borghese, Roma;
P.P. Rubens, Il martirio di sant' Orsola (1604-05), Museo di Palazzo Ducale, Mantova;
P.P. Rubens, L'adorazione della santissima Trinità da parte della famiglia Gonzaga (1605), Museo di Palazzo Ducale di Mantova;
F. Marcoleoni, Deposizione dalla croce, (1610-14), collezione privata, Mantova;
O. van Veen, L'adorazione dei pastori e La resurrezione (1615 ca.), Pinacoteca Nazionale, Siena;
P. Tacca, Cristo crocifisso (1626), Museo Diocesano, Mantova.

 

 

 

GIORNATE EUROPEE  DEL PATRIMONIO

 

PALAZZO DUCALE

SPAZI SEGRETI

E LUOGHI DI DELIZIA

VISITA GUIDATA

 

Mantova, Palazzo Ducale

Dal 24 settembre al 25 settembre 2005

 

 
   

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Museo di Palazzo Ducale propone al suo pubblico un percorso inedito, parallelo a quelli tradizionali e ad essi costantemente rapportato per riferimenti storici, visuali e culturali, ma del tutto autonomo.

Acquisiti, nel 1355, il Palazzo del Capitano e la Magna Domus, edificata dai Bonacolsi, i Gonzaga diedero inizio alla incessante annessione di spazi e alla lunga serie di ristrutturazioni che portarono, nel corso di due secoli e mezzo, alla vasta e complessa realtà dell'attuale Palazzo Ducale. I signori di Mantova, nell'ampliare la propria dimora, si impadronirono non solo di edifici, ma di vie, cortili, spianate già di proprietà pubblica e poco alla volta inglobati nella chiusa reggia gonzaghesca. Le vie divennero corridoi e sottopassi, gli spazi aperte piazze, i cortili giardini privati, resi tutti inaccessibili perchè incastonati entro le strutture edilizie della corte, o semplicemente, perchè situati oltre le porte che proteggevano la cittadella del principe.

Mentre le vaste piazze private mantennero la "plateale" capacità di ideale rappresentazione della vita di corte, i giardini si orientarono verso un uso e una fisionomia diversificati e particolari (giardini pensili, fontane, chioschi, padiglioni, grotte, giochi d'acqua) ostentando alla ristretta cerchia degli ospiti e dei cortigiani, soluzioni raffinate e bizzarre, in sintonia con gli ambienti che li circondavano.

 

 

    

 
     
 

LA VOCE DI ORFEO

Palazzo Ducale
Cortile delle Otto Facce
22 settembre 2006

 
     
 

Da Virgilio - Georgiche libro IV
Traduzione G. Bernardi Perini

Con Raffaele Latagliata, Federica Restani, Adriano Evangelisti, Barbara De Gabrielis, Stefano Mangoni, Nicola De Buono.

Il libro IV delle Georgiche virgiliane racchiude in uno scrigno di versi di alta e misurata poesia l’interessante mito di Orfeo, filtrato dalla tradizione greca, pronto ad aprirsi per proiettarlo nei secoli successivi in tutta la letteratura successiva in lingua Italiana.
Precursore per numerosi aspetti dell’Orpheo di Poliziano rappresentato in periodo mantegnesco, nella traduzione del latinista Bernardi Perini, il testo rievoca gli ideali di un umanesimo caro a molti degli intellettuali vicini ai Gonzaga e al Mantenga stesso.

La performance raccoglie dagli spazi architettonici di Palazzo Ducale suggestioni che attraverso le voci recitanti degli attori filtrano nel testo e da esso promanano nello spazio.

Questo recital con musiche di alto impatto emotivo è adatto alla rappresentazione diurna e notturna, sfruttando il contenitore architettonico in tutto il suo potenziale.


 
     

ORPHICA

Palazzo Ducale
Cortile delle Otto Facce
23 settembre 2006

 
     
 

Performance di danza e voce

Da un testo di Giuseppe Genna
Coreografie di Chiara Olivieri
Voce di Federica Restani

Di alto valore emotivo questa performance attinge la fisicità del gesto danzato dalle suggestioni pittoriche mantegnesche presenti in palazzo. La voce racconta un epopea durata millenni, da Omero ad oggi.
Il corpo parlante penetra dalla storia per raccontare un mito, archetipo di bellezza trascendente, che dai secoli arriva alla contemporaneità attraverso la riscrittura di autori come Rilke e Pavese, per riaffacciarsi, in una perfetta chiusura di cerchio, sulle arcaiche scritture orfiche della tradizione iniziatica.
La scrittura visionaria di Giuseppe Genna vanta drammatiche aperture su Mantenga e la sua epoca, trasformando il contenitore espressivo, il palazzo, in una vasta superficie rappresentativa, una tela onnipresente di racconto teatrale.


 
   
 

^^ TORNA

 
     
 
 
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